Chiesa di San Nicolò

Chiesa di San Nicolò

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Descrizione

Chiesa

Non si hanno notizie sulla data della sua prima edificazione, ma dagli atti visitali della curia di Trento nell’anno 1537 risulta che a Toss esisteva una cappella dedicata a San Nicolò.
In seguito la cappella fu demolita e dal 1562 iniziò la costruzione di una Chiesa vera e propria, nel 1579 a Toss si hanno notizie di due altari, uno Quello maggiore (Marmoreo intarsiato) era dedicato a San Nicolò e l’altro (laterale) a Santa Lucia.
Nel 1584, come dimostra l’iscrizione sull’architrave del portale rinascimentale, i lavori poterono essere ultimati.
La visita del 1616 la trovò priva di avvolto, così fu raccomandato di costruirlo e di erigere una altare dedicato a Santa Barbara usando un lascito anonimo a tale favore, (opera che trovò compimento solo nel 1649), nel 1618 e precisamente il 17 novembre, la chiesa fu benedetta.
Dal 1640 al 1645 il pittore intagliatore e doratore Paoli da Tuenno, creò i quadri della Madonna del rosario di Santa Lucia e di Santa Barbara.
Nel 1661 fu costruita la primissaria e nel 1668 lo “Strobel” da Cles, fece a destra dell’altare l’ancona di Santa Barbara, la cui statua vi rimase fino al 1927, la statua di sinistra e di Santa Lucia e fu scolpita nel 1689, quando entrambe furono dorate dal “Paoli” da Tuenno.
Dal 1672 in poi furono eseguiti alcuni lavori di manutenzione e furono acquistati quattro quadri dal pittore DallaTorre di Mezzana probabile autore anche della pala dell’altare maggiore, raffigurante la Madonna con bambino e San Nicolò, vescovo di Bari.
Nel 1690 fu elevata a Curazia e nel 1710 la visita la trovò in buono stato e “ben fornita di suppellettili” e con gli altari “ben tenuti”, nel 1720 Don Nicolò Pedron fece costruire all’interno della chiesa la pietra tombale per se e per i futuri sacerdoti.
Altra data importante per questa bella Chiesa e per tutti i “Tossiensi” fu il 1765 quando anche questa Curazia, fu dotata del fonte battesimale, grazie al quale non era più necessario portare i neonati fino a Vigo, il che specie nei mesi invernali era tutt’altro che agevole.
Nel 1769 causa l’aumento della popolazione si rese necessario l’ampliamento della Chiesa; ne fu incaricato il capomastro Antonio Bianchi da Brieno (Como), i lavori durarono qualche anno.
Nei primi del 1800 venne costruita la canonica e finalmente il curato poté stabilirsi a Toss anziché doversi recare ogni sera a Vigo.
Nel 1830 una visita pastorale trovò la Chiesa in condizioni “non adatte alla casa di Dio” e nel 1837 un fortissimo colpo di vento fece cadere la copertura del campanile che fu ricostruita in breve tempo nello stesso stile gotico.
Nel 1854 la comunità di Toss decise di istituire una grande festa e sagra paesana dedicata alla Madonna che fu fissata la prima domenica di maggio di ogni anno, così fu incaricato lo scultore in legno Fedele Battocletti di Cavareno di preparare una statua della Vergine Maria che fu vestita per volontà della contessa Carolina Thunn la quale acquistò a Milano degli abiti preziosi che purtroppo andarono persi per incuria.
Nel 1860 il precitato Scultore costruì il crocefisso policromo tutt’ora presente all’interno della Chiesa.
Si giunse frattanto al 1866 e i giovani della comunità desideravano vivamente portare la statua della Madonna per le vie del paese, fu soltanto grazie alle loro offerte che il due maggio 1869, per la prima volta venne allestita la solenne processione, furono costruiti ben 5 archi intrecciando rami d’abete e di edera ed uno striscione inneggiante la Vergine.
Lo stesso anno con l’arrivo di Don G.B. Conci di Vervò, si cambiarono i banchi ed il pavimento e l’anno successivo vennero sostituiti i quadri della “Via Crucis” con altri appartenuti alla famiglia Thunn.
Nel 1882 si fece costruire dall’intagliatore gardenese Ferdinand Demetz, la raggiera per l’esposizione del Santissimo.
Nel 1916 per sopravvenute necessità belliche, il governo austriaco requisì una delle due campane e fatalità nel 1921 l’altra si ruppe, un gruppo spontaneo di Toss, dopo avere atteso inutilmente il risarcimento dal governo Italiano, decise di far realizzare le attuali quattro campane:
il “SOL”, la “Granda”;
il “LA”, la “Ciastelana”;
il “SI”, la “Dardena”;
il “RE’”, la “Pizola”.
Con l’arrivo di Don Enzo Lucchi da Romallo furono eseguiti vari lavori di sistemazione e nel 1963 da Curazia venne elevata a Parrocchia.
Recentemente l’attuale parroco Don Giovanni Calovi a provveduto a far restaurare l’altare maggiore e alla sistemazione della scalinata di accesso alla Chiesa, facendo scolpire sui tre gradini le parole: Fede, Speranza, Carità.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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