Palazz dei conti

Palazz dei conti

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Descrizione

Palazzo

Se un tempo veniva chiamato “Palazz di Conti”, da più di un secolo è il "Palazz di Titazzi" (dal nome del primo proprietario Giovanni Battista detto Tita) ed attualmente nessuno lo chiama nemmeno così; i suoi proprietari attuali e tali già da varie generazioni, sono i Webber, originari dai Bastianelli.
Il palazzo originariamente destinato a residenza esterna dei nobili di castel Thun divenne proprietà del Nobil uomo Nicolò Thun, Capitano dei soldati del Principato vescovile di stanza al forte della Rocchetta, col compito di custodire il ponte e il “telonio” ufficio del Dazio.
Questo Nicolò, insieme ad altri tre fratelli, aveva ottenuto il possesso del Palazzo di Vigo, andandovi ad abitare insieme alla consorte, una nobildonna di Tenno, figlia di Filippo de Concini e perciò detta la “Filippa”: i loro tre figli, in omaggio alla propria madre, oltre al cognome originale Thunn, si aggiunsero anche lo pseudonimo “Filippini”, divenendo, in tal modo, con tutti i loro discendenti, "Thunn Filippini de Tono".
Nel 1629, quando i Thunn dei vari castelli ebbero il titolo comitale, anch’essi se lo attribuirono, anche se nei certificati di nascita figurano sempre come nobiluomini.
Furono un casato più nobil-rurale che comitale e, oltre a lavorare la loro proprietà rurale, introdussero nel palazzo l’attrezzatura per la preparazione e la lavorazione della seta.
Il Palazzo non aveva pretese artistiche: un’unica entrata al piano rialzato, dal quale scendevano nel cortile mediante una scala di pietra esistente tuttoggi.
Si erano costruiti anche una cappella vicino all’abitazione, che successivamente venne acquistata dalla famiglia Frasnelli ed ora è una normale casa di abitazione.
L’ultimo dei Thunn Filippini lasciò Vigo nel 1773 e il “Palazz” rimase abitato da un fattore.
L’edificio rimase di proprietà della famiglia Thunn fino al 1890 quando il 24 aprile fu acquistato da Giacomo fu G. Battista Webber, originario dei Bastianelli, dal notaio D’Augusto Mantovan di Trento procuratore del "Istituto di Credito Fondiario di Vienna".
Infatti gran parte dei beni della Famiglia Thunn fu confiscata e messa all’asta, causa le idee politiche liberali e democratiche del conte Matteo Thun che finanziò il movimento di Mazzini la “Giovine Italia” e fu colto in fragrante.
Si tratta di un grande fabbricato rurale a due piani abitabili, oltre al piano terra che consiste in un porticato con numerose stalle e cantine, nei due piani abitati trovano posto molte stanze, e la vasta facciata che guarda a ponente contiene ben otto finestre per ciascun piano; questa facciata da sul vasto orto, dopo il quale scende ripido il bosco fino alla confluenza del “Rì” con il Rinassico.
Nell’ala verso sud-est, sopra la ex macelleria per oltre un secolo e fino al dopo guerra furono ospitati gli uffici comunali e due aule delle scuole elementari di Vigo.

Modalità di accesso

L’accesso non presenta barriere architettoniche ed è ben segnalato

Indirizzo

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